Chiese sussidiarie ausiliarie della Parrocchia

SANTA CHIARA
Annessa al monastero delle Clarisse fondato nel 1275 dal nobile «Alferius de Ysernia», soppresso nel 1806. Attualmente la chiesa è sede della Confraternita del Ss.mo Sacramento. In essa si svolgono l’adorazione eucaristica di ogni venerdì sera e di ogni primo venerdì del mese per l’intera giornata; la novena tradizionale del Natale all’alba; il settenario dell’Addolorata in settembre; la novena della Madonna della Libera in settembre; il rosario del gruppo famiglie della Parrocchia nei giovedì del periodo primaverile-estivo. La chiesa, inoltre, funge da sede provvisoria della Parrocchia tutte le volte che la frequenza della cattedrale è impedita per lavori di manutenzione. Da questa chiesa prendono avvio le processioni del Venerdì Santo e della Madonna della Libera. La chiesa di Santa Chiara viene concessa periodicamente per i bisogni di culto della comunità ortodossa locale.

SAN FRANCESCO DI ASSISI
La chiesa, già dedicata a Santo Stefano protomartire, prese il nome di San Francesco nel 1267, quando diventò sede dell’omonimo convento dei Frati Minori Conventuali (ora sede del Comune), soppresso nel 1809. La chiesa è sede della Confraternita di Santa Maria del Suffragio. In essa, ogni martedì sera, si celebra la santa Messa (i martedì di Sant’Antonio) essendo collegata alla chiesa di Sant’Antonio da Padova, anche questa sede dell’omonima confraternita. Assai frequentate le novene di Santa Barbara, patrona secondaria di Isernia, sia in giugno che in dicembre, e la tredicina di sant’Antonio in giugno. Da questo luogo prendono avvio le processioni di Santa Barbara e di Sant’Antonio nel mese di giugno di ogni anno.

CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
La più antica notizia dell’erezione di una chiesa in questo luogo risale al secolo XII. In questo rione la costante tradizione storico ecclesiale iserniense vuole sorgesse la casa natale di San Pietro Celestino e la «Fraterna», associazione laicale cristiana fondata nel 1281 dal vescovo Roberto «opera et labore religiosi viri fratris Petri de Murone». Il vescovo Giovanni Lucato insignì la chiesa del titolo di santuario. Attualmente essa è sede della rinata confraternita celestiniana.

SANTA MARIA DEGLI ANGELI
Annessa all’ex monastero dei Cappuccini fondato nel 1577 e soppresso nel 1809, nonostante i religiosi vi permanessero fino al 1867. Devoluto, in tale data, al demanio, l’ex monastero venne nel 1886 trasformato in ospedale circondariale. La chiesa divenne cappellania interna dell’Ospedale fino al 1985, anno in cui, trasferitosi il vecchio ospedale nel nuovo, questa divenne succursale della parrocchia Cattedrale.

Altre chiese:

SANTUARIO DEI SS. COSMA E DAMIANO
La chiesa, di proprietà del Capitolo Cattedrale di Isernia, trova la sua più antica documentazione dall’anno 1130, sopra un ameno colle, fuori dell’abitato, poco lontano dal fiume Carpino che vi scorre ai piedi. Certamente su un preesistente tempietto paleocristiano, come farebbe pensare il ritrovamento di un antichissimo cofanetto di reliquie all’interno dell’altare maggiore, avvenuta negli anni ’80. L’interno è tutto affrescato nelle pareti con la raffigurazione degli episodi più salienti della vita e del martirio dei titolari. Il soffitto è a cassettoni e, sull’altare maggiore, è la tavola raffigurante la Vergine col Bambino fra i Santi Cosma e Damiano, ai cui piedi è il cardinale Cristofaro Numaio, che dotò il tempio di nuove reliquie tratte dalla basilica romana dei due Santi al Foro Boario e lo legò per sempre al capitolo cattedrale che dal XVI secolo ne è il geloso proprietario e custode. Il santuario è meta di pellegrinaggi, non solo dal Molise, bensì anche dalle terre viciniori, specialmente dal comune di Sant’Elia Fiumerapido (frazione Olivella) i cui abitanti mantengono il privilegio di recare sulle spalle i busti reliquiari dei Santi nella processione del 26 settembre di ogni anno, ad apertura delle celebrazioni settembrine in onore dei due santi Medici anàrgiri. Da alcuni anni il Santuario è gestito dai Padri Missionari di N.S. de La Salette (Salettini).
Chiesa della Madonna del Paradiso (o di Santa Maria della Neve).
Di proprietà del Capitolo Cattedrale, questa piccola chiesa sorge in località Paradiso. Il Capitolo cattedrale vi officia ogni anno la novena in preparazione alla festa della Madonna della Neve, al cinque di agosto. Suggestiva la fiaccolata che il 4 agosto di ogni anno accompagna in processione la statua della Vergine alla Cattedrale, ove la venerata effigie sosta fino alla sera del 6, per poi essere ricondotta nella cappella di origine.

SAN PIETRO CELESTINO
La chiesa di San Pietro Celestino in Isernia, a sud della città, fu eretta nel 1623 su altra preesistente e dedicata al Santo Spirito. Divenne chiesa del monastero dei Padri Celestini, quando questi abbandonarono definitivamente il monastero duecentesco, non più visibile, che sorgeva in località tuttora chiamata Santo Spirito (nei pressi del cimitero). La chiesa prese poi il nome del santo asceta isernino divenuto papa col nome di Celestino V (Pietro Angelerio). Alla soppressione dell’Ordine Celestiniano, avvenuta nel 1809, la chiesa diventò sede dell’Arciconfraternita di San Nicandro e San Pietro Celestino. Il 1 gennaio 1956 il vescovo Giovanni Lucato la elevò a sede parrocchiale per il territorio sud-occidentale di Isernia, dismembrato da quello della Cattedrale. Tale situazione pastorale è stata mantenuta fino al 1996, anno in cui il vescovo Andrea Gemma ripristinò la situazione precedente, riassegnando alla parrocchia Cattedrale il territorio che aveva in precedenza perduto e spostando la sede della parrocchia di San Pietro Celestino in località Fragnete ove sorge il santuario della Madonna della Pace. La parrocchia da allora ha assunto questa legale denominazione: San Pietro Celestino in Santa Maria della Pace.

SANTA MARIA ASSUNTA (o Santa Maria delle Monache).
Questa chiesa faceva parte del monastero benedettino femminile detto di Santa Maria, fondato dal conte di Isernia Malgerio e dalla moglie Gemma. I pontefici Alessandro II, Onorio III, Gregorio XI e Giovanni XXII, lo onorarono della protezione pontificia arricchendolo di molti privilegi e immunità. Il monastero durò nella Regola benedettina fin dopo la soppressione del 1867. La chiesa, monumento d’arte, venne semidistrutta durante gli eventi bellici del 1943 e così si presenta tuttora agli occhi del visitatore.

Fonti tratte dall’Archivio Storico Diocesano