Dopo che la fede nel Vangelo si diffuse nel mondo, l’antico tempio pagano che sorgeva nel centro di Aesernia venne trasformato in chiesa cristiana la quale, dedicata a San Pietro Apostolo, fu costituita in Cattedrale. Si ritiene che il passaggio del tempio dal culto pagano a quello cristiano sia avvenuto nel secolo V dopo Cristo. Più volte distrutta, la Cattedrale venne sempre riedificata nello stesso sito, quasi con le medesime dimensioni. Poiché, per le vicissitudini dei tempi, si era perduta ogni notizia della consacrazione del tempio, il vescovo Domenico Giordano, il 30 agosto 1638, rinnovò il rito della dedicazione.
Negli antichi tempi la Cattedrale era una delle dodici parrocchie della città; fu il vescovo Giambattista Lomellino, reduce dal Concilio di Trento, ad unificare le dodici parrocchie cittadine in una sola parrocchia, alla quale fu data come sede la Cattedrale. Fino alla promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico (1984) la cura abituale della parrocchia spettava al Capitolo cattedrale il quale delegava, con pienezza di giurisdizione, uno dei canonici (detto perciò canonico curato) ad esercitare tutte le funzioni relative alla parrocchia.
Dal 1987 il Capitolo Cattedrale e la Parrocchia sono diventati enti giuridicamente distinti. Assieme ad una sua personalità giuridica, la parrocchia ha assunto anche il titolo di Parrocchia di San Pietro Apostolo nella Cattedrale, essendo questa la sua sede legale. Intanto la chiesa, nuovamente danneggiata dall’ultima guerra mondiale e dal sisma del 1984, ha conosciuto in questi ultimi anni diverse modifiche e ristrutturazioni ad opera della Soprintendenza Archeologica del Molise, risultando nel complesso più funzionale ed armonica di prima.
Il 23 marzo 1986 il cardinale Sebastiano Baggio, assistito dai vescovi Ettore Di Filippo e Achille Palmerini, presiedeva la solenne cerimonia della riapertura al culto del massimo tempio della città e della diocesi, con l’inaugurazione della cripta sottostante l’altare maggiore. Una cappella riservata a San Pietro Celestino, con l’artistica statua opera di Alessandro Caetani, fu voluta dal vescovo Ettore Di Filippo in occasione della memorabile settimana celestiniana del 18-26 maggio 1986, quando le spoglie mortali del «Santone» dall’Aquila furono portate nella città che si onora di avergli dato i natali nel 1215.
Ulteriori abbellimenti sono intervenuti sotto l’episcopato del vescovo Andrea Gemma (nuovo pavimento, nuovo altare, nuova cattedra episcopale e nuove porte in bronzo, queste ultime opera dell’artista Gerardo De Meo) e del vescovo Salvatore Visco (restauro e collocazione dell’icona originale della «Via Lucis»; ristabilimento delle originali nicchie delle reliquie dei Santi protettori della città e della diocesi di Isernia-Venafro; restauro e collocazione dell’antica statua della Madonna detta « de lu pede », fine sec. XIII; artistica lapide commemorativa della presenza delle spoglie mortali di S. Pietro Celestino per l’intero mese del maggio 2010; nuove porte lignee della sagrestia; ritinteggiatura completa, interna ed esterna, della Cattedrale per l’accoglienza di papa Francesco, venuto in visita pastorale ad Isernia il 5 luglio 2014).
Fonti tratte dall’Archivio Storico Diocesano

