Luglio è il mese più atteso dai bambini. Esso è sinonimo di felicità e allegria. Infatti, proprio in questo mese si svolge l’oratorio estivo. Dall’anno 2000 anche l’oratorio della Cattedrale di Isernia ha voluto prendere esempio dagli oratori lombardi. Ogni anno il grest avrebbe avuto un proprio tema. Il tema dell’oratorio di quest’anno è stato “XdiQUA – Si misero in cammino”.
La guida di questo cammino è stato il racconto dell’Esodo, narrato dalla Bibbia. Dopo essere stato liberato da Mosè, il popolo di Israele ha vagato per quarant’anni nel deserto in attesa di entrare nella Terra Promessa. Nel cammino il popolo attraversa 5 ambienti diversi, ciascuno dei quali porta in sé doni e difficoltà. Essi sono: l’Egitto, il deserto, il mar Rosso, il monte Sinai e la Terra Promessa. L’Egitto è terra di prigionia, ma anche terra dove un poco di cibo è garantito ogni giorno. Si è sicuri, ma non liberi.
Il mar Rosso sembra un limite invalicabile, ma è proprio lì che il popolo di Israele ha sperimentato l’intervento di Dio. Il deserto è sia luogo di peccato che di purificazione. Durante la mancanza di Mosè, Israele non ha resistito alle tentazioni verso le cose mondane ed è caduto miseramente nel peccato. Tuttavia Dio è misericordioso. Non ha lasciato il popolo solo e l’ha fatto vagare per quarant’anni come segno di riflessione, pentimento e purificazione. Questo ambiente è anche il luogo della quotidianità. A volte può sembrare noiosa e ripetitiva, ma rappresenta gran parte del cammino verso la libertà.
Il monte Sinai è il luogo di una svolta per l’intero popolo di Israele. Esso è aspro e roccioso, ma su di esso Mosè ha ricevuto da Dio le tavole della legge. Seguendole si riuscirà ad ottenere la vita eterna.
La Terra Promessa segna l’arrivo del viaggio. In essa scorrono latte e miele. Ma conclusosi un viaggio se ne apre un altro. Infatti la Terra è da conquistare. Il sottotitolo biblico di quest’anno è: “Si misero in cammino”. Esso è tratto dal Vangelo di Luca, dal brano che descrive “la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme” da parte di Gesù. Ogni giornata d’oratorio era una tappa con una propria parola. Ognuna delle 25 parole ci ha permesso di riflettere e di meditare sul suo vero significato.
Attraverso le avventure dei tre personaggi delle scenette Ruben, Rebecca e il gatto parlante Cleo, siamo tornati indietro nel tempo e rivissuto in modo divertente e piacevole l’Esodo degli Israeliti. La giornata è divisa in due periodi principali: il gioco e il tempo di preghiera e di riflessione. Nelle attività di gioco sono comprese: il gioco libero, i tornei e i giochi di squadra. Il gioco ha un grande valore educativo. Esso è un momento in cui i bambini possono imparare, sperimentarsi, conoscere sé e gli altri, esplorare lo spazio intorno a loro e comprendere quanto sia importante essere sportivi e rispettosi delle regole.
La preghiera è frutto dell’incontro con Dio che entra nelle nostre vite parlando la nostra lingua.
(Animatore: Francesco Romagnuolo)
Cammino dell’Oratorio 2016 Raccontato alle famiglie e amici dei partecipanti:
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