VI Domenica di Pasqua – Commento

VI domenica di Pasqua - CommentoIn questa sesta Domenica Gesù è ancora impegnato nella spiegazione della natura e della profondità del rapporto d’amore con il Padre attraverso di Lui.. Un amore che non dobbiamo conquistare, ma ci è stato donato Come il Padre ha amato me, così anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Gesù ci chiede di “rimanere” nel suo amore: custodire con affetto il dono che abbiamo ricevuto. E ci svela anche il segreto di come “rimanere” in questo amore che è la linfa vitale che ci tiene stretti a Lui. “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore” Non si tratta di un’imposizione, ma di un segreto, di un “imput” (così è resa in inglese la parola mal tradotta in italiano). Una forza, una spinta iniziale posta nel nostro cuore con il Battesimo per avviare un cammino di cambiamento che Gesù accelera con la sua Risurrezione.

Non dovete sforzarvi di amare, ma custodire l’amore (che viene) da Dio: non nasce nel cuore degli uomini, ma da quello di Dio. Dio ci ama di amore infinito tanto da mandare il suo Figlio sulla terra per cercare e salvare ciò che era perduto, per dare la vita a chi l’aveva perduta. Dio scende, gratuitamente, nel più basso per raggiungere l’amato. Un Dio mendicante d’amore che, però, mentre stende la mano per chiedere amore lo dona.

L’amore cristiano è una discesa, è lo Spirito che “scende” per irrorare i cuori, è la luce che penetra nelle tenebre per dare la vita, per liberare e salvare. In questo sta l’amore: non siamo noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati (2a lettura). E’ Dio che ama per primo e ama tutti. Il nostro Dio sembra attratto proprio dalla mancanza di vita, dalla negazione dell’amore. Dio è un Amore che si annichilisce pur di raggiungere il più disgraziato degli uomini e arricchirlo della sua amicizia.

E Gesù non ha fatto altro che continuare a spargere questa misericordia senza limiti; i suoi amici sono pubblicani e peccatori, sono donne che diciamo “perdute”, gente lontana e rifiutata. Non è un caso che il primo ad entrare in paradiso con lui sia un ladro, forse anche assassino…Un amore che si apre a tutti: Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Con la Sua Pasqua ci ha dato la possibilità di amare come Lui, perché ci ha reso figli. Come è accaduto a Pietro il quale rischiava di fare un gesto di discriminazione nei riguardi di Cornelio, centurione romano, quando si è trattato di introdurlo ufficialmente nella Chiesa. Ma , come ci raccontano gli Atti degli Apostoli, ancora una volta Dio è sceso con il suo Spirito d’amore, per vincere l’esitazione di Pietro di fronte all’opportunità di battezzare un pagano. A Pietro non tocca altro che “rimanere” nell’amore di Dio e lasciarsi aprire alla novità che quel giorno Dio gli proponeva: Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.

Gesù ci ha scelto come “amici”, ci ha donato il suo amore e ci ha svelato il segreto per “rimanere” in esso: ascoltarlo. Così porteremo frutto come il tralcio della vite. Il frutto dell’amore: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Questa è la bella notizia che il Cristo Risorto ci porta: ne avete la possibilità.

Commento a cura: Prof.ssa Anna Maria del Prete