L’Indulgenza
Il peccato è un’offesa a Dio; è una mancanza contro la ragione, la verità, la retta coscienza; è una trasgressione in ordine all’amore vero, verso Dio e verso il prossimo, a causa di un perverso attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell’uomo e attenta alla solidarietà umana. È stato definito “una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna”.
Esistono due conseguenze al peccato:
la prima consiste nel distacco da Dio ed è la pena eterna (vale a dire l’inferno). Questa è cancellata durante la confessione, quando il peccatore è rimesso allo stato di grazia e alla comunione con Dio;
la seconda consiste nella pena temporale: ogni peccato necessita di una purificazione, alla quale il peccatore è obbligato nonostante il perdono successivo alla confessione; questa purificazione può essere scontata sulla terra con preghiere e penitenze, con opere di carità e con l’accettazione delle sofferenze della vita; viceversa può essere scontata nell’aldilà, nel Purgatorio.
Per estinguere il debito della pena temporale la Chiesa permette al fedele battezzato di accedere alle indulgenze. L’indulgenza, secondo la dottrina cattolica, è la remissione davanti a Dio della pena temporale dovuta per i peccati. Per i peccati mortali l’indulgenza può essere conseguita soltanto se i medesimi sono stati confessati e rimessi con l’assoluzione.
La Chiesa dispensa le indulgenze in forza del suo unico tesoro: i meriti di Gesù Cristo, della Madonna e dei Santi. Lo fa in base al potere di legare e sciogliere, che Gesù dette a Pietro: “Ti darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra resterà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra resterà sciolto nei cieli” (Cf. Mt 16,19).
L’indulgenza è plenaria o parziale:
la prima consente la remissione di tutta la pena temporale dei peccati già perdonati in confessione; può essere ottenuta più volte durante l’anno giubilare, ma non più di una volta al giorno, salvo il caso di pericolo di morte;
la seconda consente la remissione di una parte della pena temporale; questa si misura non più in mesi o anni, ma con l’azione del fedele: un’azione buona tanto più vale quanto più costa sacrificio e quanto più è fervida di amore verso Dio.
Cos’è necessario per ricevere l’indulgenza
Per ottenere le indulgenze il fedele deve essere battezzato, non scomunicato, in stato di grazia e intenzionato ad ottenere il beneficio.
Come si ottiene un’indulgenza
Come prima cosa deve effettuarsi il totale distacco dal peccato, anche quello veniale.
In secondo luogo è necessario confessarsi, fare la comunione, pregare secondo le intenzioni del Papa e compiere gli atti a cui la Chiesa annette l’indulgenza, come per esempio, la visita alle chiese indicate dall’autorità ecclesiastica come luoghi indulgenziali.
